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Il mito è necessario alla politica, ma può diventare pericoloso

Dopo l’incontro romano su Chi è l’Anticristo, Massimo Cacciari ha affidato a IndyWrep una riflessione netta sul rapporto tra mito, politica e rischio ideologico.

L’evento “Chi è l’Anticristo. Teologia, tecnologia e potere” si è tenuto ieri, 6 maggio 2026 alle ore 18, da Tartarughe Bar&Bottega, in Piazza Mattei 7, a Roma. Con Cacciari è intervenuto anche Luca Ciarrocca, con la moderazione di Olimpia Troili.

Massimo Cacciari a Tartarughe Bar Bottega di Roma per Chi è l’Anticristo? Teologia, tecnologia e potere

“Il mito non è un ornamento della politica. È una delle sue strutture profonde. Ma proprio per questo può trasformarsi in una forza ambigua, capace tanto di dare forma a una comunità quanto di spingerla verso derive ideologiche e violente.”

È il cuore della riflessione che Massimo Cacciari ha affidato in esclusiva a IndyWrep, a margine dell’incontro romano “Chi è l’Anticristo. Teologia, tecnologia e potere”, che si è tenuto ieri nella Capitale. Source

Alla domanda sul valore del mito nella politica contemporanea — e sul rapporto tra dimensione mitica, tradizione e pericolo — Cacciari ha risposto senza esitazioni:

“Una dimensione mitica nella politica è necessaria”. Per il filosofo, la politica non si esercita mai nel vuoto, ma dentro territori, storie, consuetudini e identità collettive. E in questo quadro il mito coincide, prima di tutto, con una narrazione condivisa.

“La politica la fai in territori determinati: devi conoscere le consuetudini, le tradizioni, i miti. Il mito non vuol dire altro che narrazione. Quindi ogni politica ha un elemento narrativo, mitico”, ha spiegato Cacciari nell’intervento rilasciato a Roma Central Mag.

Il punto, però, non è celebrare ingenuamente il mito, né pensare di poterlo espellere dalla sfera pubblica. Il punto è capire come viene usato. Perché la stessa energia simbolica che fonda un immaginario comune può anche deformarsi, diventare strumento di esclusione, radicalizzazione, violenza.

Ed è qui che Cacciari ha fissato il confine:

“Naturalmente, se i miti sono miti razzistici, se sono miti di violenza, non va bene”. Una frase che suona come un avvertimento preciso dentro una stagione politica in cui il ritorno delle grandi narrazioni identitarie convive con la tentazione della semplificazione estrema.

La questione, allora, non è se la politica debba avere una dimensione mitica. Per Cacciari, quella dimensione è inevitabile. La vera posta in gioco è un’altra: distinguere tra i miti che tengono insieme una civiltà e quelli che la avvelenano, tra il racconto che dà senso a una comunità e quello che la trascina nella propaganda.

L’incontro “Chi è l’Anticristo. Teologia, tecnologia e potere” si è tenuto ieri, 6 maggio 2026 alle 18, presso Tartarughe Bar&Bottega, in Piazza Mattei 7, con Olimpia Troili alla moderazione e gli interventi di Luca Ciarrocca e Massimo Cacciari.

Massimo Cacciari con il Web Reporter Wrep Lelio Deganutti

Lelio Antonio Deganutti

Lelio Antonio Deganutti

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