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Intervista ad Andrea Lombardi: rassegna critica nell’era della disinformazione

Andrea Lombardi è tra i volti più seguiti dell’informazione indipendente italiana su YouTube. Con Pantoprazolo LIVE ha costruito un format quotidiano che unisce rassegna stampa, analisi politica e commento critico, fino a trasformarlo in un progetto editoriale stabile sostenuto da una community di oltre 3.000 abbonati paganti. Nell’intervista che segue racconta il suo metodo di ricerca, l’origine del programma, il rapporto con i social network e le sfide di chi prova a fare giornalismo indipendente fuori dalle logiche del clickbait e delle narrazioni dominanti.

Capacità analitica e metodologia di ricerca

Andrea, nei tuoi contenuti di approfondimento politico e geopolitico mostri una capacità analitica molto solida. Come struttura la tua ricerca dei dati?

Il metodo che utilizzo è innanzitutto il frutto di un approccio tecnico-scientifico alla materia, qualunque essa sia. Azzarderei che discenda da un’impostazione “ingegneristica”, il mio campo di studi, che applico per conservare lo stesso rigore logico in tutti gli ambiti. Non è tanto fondamentale elencare fonti generalmente affidabili, perché queste cambiano continuamente e spesso la stessa fonte può diventare più o meno attendibile a seconda degli interessi in gioco. La chiave del mio lavoro è comprendere le connessioni, gli interessi e le diverse prospettive di ogni attore del panorama mediatico e politico, e “pesare” le sue azioni in rapporto al suo posizionamento. Partendo dal presupposto che all’osservatore parte della realtà è preclusa, bisogna tentare di ricostruire quanto è sconosciuto osservando i movimenti dei pezzi sulla scacchiera. Questo è ciò che tento di fare ogni giorno.
Origine del progetto Pantoprazolo LIVE

Come è nata l’idea di creare il programma “Pantoprazolo LIVE”, con la rassegna stampa quotidiana alle 12:30? C’è stato un evento specifico, un’esperienza personale o una consapevolezza che ti ha spinto a dedicarti a tempo pieno a YouTube dal 2018 e a produrre questo tipo di informazione indipendente?

Nel 2018 ho iniziato a usare YouTube per comunicare la mia visione del mondo, ma è diventato un lavoro a tempo pieno solo dopo il 2020. In quel periodo, complice il lockdown, ho deciso di trasformare un’attività inizialmente svolta a tempo perso in un impegno professionale e continuativo. Avevo già una visione critica, ma durante quel periodo la mia impostazione si è ulteriormente radicalizzata. Per motivi legati a bruciori di stomaco – e con una punta di ironia – nell’aprile 2020 ho dato vita al Pantoprazolo LIVE, nato come diretta su Instagram e poi trasferito su YouTube e Twitch. In origine il canale riprendeva gli “show” che facevo con amici al pub o a cena; eventi sociali in cui, non a caso, hanno smesso di invitarmi.
Social network: volano di autoconsapevolezza o fonte di isolamento

Hai affrontato il tema della censura sui social e dell’impatto del DSA europeo sulla visibilità dei contenuti. Nella tua esperienza, pensi che i social network siano un volano che rende le persone più autoconsapevoli — permettendo l’accesso a informazioni alternative — oppure creano più frustrazione e isolamento, soprattutto quando gli utenti scoprono verità che nei media tradizionali non trovano spazio?

I social network restano uno strumento dalla grande potenzialità, spesso sprecata. Più che creare frustrazione e isolamento, essi si alimentano di questi fenomeni. Abomini normativi come il DSA, mossi da intento di controllo e repressione, vengono accettati dalla popolazione europea perché i problemi generati dai social sono evidenti e riconoscibili. Questo non giustifica normative di stampo totalitario, ma spiega come possano essere giustificate e difese. La verità è che l’effetto dei social dipende dalla società che li usa: una civiltà stanca, spaventata e culturalmente impoverita produrrà contenuti più poveri. Si racconta che in Cina la versione di TikTok sia diversa, con più contenuti scientifici e culturali; se fosse vero, dimostrerebbe che non è il mezzo a fare la differenza, ma lo stato della civiltà che lo usa.

 

Hai parlato della “fallacia della narrativa dei media” e ti sei posizionato come uno dei pochi autori su YouTube che fa rassegna stampa critica. Quali sono le maggiori sfide nel mantenere un giornalismo indipendente di qualità in un mondo dominato da titoli clickbait e fake news? Come riesci a costruire e mantenere una community di oltre 3.000 abbonati paganti?

La sfida non è solo contrastare titoli clickbait o fake news. La vera difficoltà è trovare persone capaci di seguire un ragionamento complesso, ascoltare oltre trenta secondi e comprendere un’inferenza logica. Per fortuna esistono ancora migliaia di persone così. Non è l’accordo sulle conclusioni a creare la community, ma la capacità critica dei suoi membri. Questo è sempre più difficile, perché il “nulla cerebrale” avanza, come nella metafora de La storia infinita. La sostenibilità economica del progetto viene dalla presenza di abbonati che apprezzano il rigore e la continuità, non necessariamente il consenso totale.


Lelio Antonio Deganutti

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