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La presunta “creazione della modernità a tavolino”: un racconto tra mito e anacronismo

Igor Wolfango Schiaroli

DiIgor Wolfango Schiaroli

Dic 29, 2025

Mi è capitato di leggere un articolo i lcui contenuto si rifaceva ad una conferenza del 20 marzo 1969 in cui si sosteneva che la modernità sessuale  intesa come controllo demografico fu creata a tavolino. L’articolo in questione si riferiva ai cosiddetti “nastri” del dottor Lawrence Dunegan.  Ho quindi consultato fonti che ne riportano i contenuti principali e le dinamiche narrative su quei presunti nastri e conferenze del 1969.

L’articolo oggetto di questa critica parte da un assunto suggestivo e provocatorio: che il 20 marzo 1969, durante una riunione della Pittsburgh Pediatric Society, un gruppo di élite mediche avrebbe svelato un piano segreto per plasmare la modernità futura, con cambiamenti sociali, culturali, economici e persino antropologici già decisi a tavolino.

La narrativa di un ordine pianificato, occulto, destinato a imporre al mondo intero una nuova struttura di valori e costumi richiama immediatamente alla mente l’immaginario del “Nuovo Ordine Mondiale”, un concetto che nel tessuto delle culture popolari contemporanee è stato spesso utilizzato più come strumento retorico ampio che come descrizione documentabile di fatti reali.

Eppure la costruzione del discorso nell’articolo, basata su presunte testimonianze registrate su nastri oltre vent’anni dopo i fatti, su dettagli non verificabili e su interpretazioni retrospettive, non soddisfa i criteri minimi di rigorosità storica: manca di fonti indipendenti, di verifiche archivistiche, di confronti con documenti ufficiali. È un racconto che assieme mescola fatti, congetture e narrazioni simboliche, e ci invita, perché questo è il suo scopo retorico dichiarato, ad accettare come verità ciò che è stato tramandato oralmente su lunghe registrazioni, senza alcuna possibilità di verifica oggettiva.

Il contesto storico reale della fine degli anni ’60

Siamo nel pieno degli anni sessanta, un’epoca di fermenti, trasformazioni sociali e tensioni generazionali nelle Americhe e in Europa. Il cosiddetto “sessantotto” e la sua eredità furono espressione di rivolte culturali spontanee, di trasformazioni nelle arti, nella politica, nel costume e nella famiglia, piuttosto che la messa in opera di un piano segreto con un orario prestabilito. Gli storici riconoscono questi fenomeni come esiti di processi sociali complessi, non di direttive preordinate. Le pressioni per l’uguaglianza razziale, i movimenti di liberazione delle donne, le contestazioni contro la guerra del Vietnam e l’espansione dell’istruzione superiore produssero effetti che non possono essere ridotti a un singolo evento o a un gruppo di persone “dietro le quinte”. Sul piano storico accademico non esiste evidenza che una conferenza privata di pediatri abbia rappresentato la fonte occulta di un progetto globale.

Sessualità, controllo demografico, aborto e omosessualità: il ricorso allo shock

Gran parte dell’articolo oggetto di critica costruisce la sua narrazione attorno a temi assai sensibili: contraccezione, aborto, gay, dissoluzione della famiglia, sessualizzazione della società, dissoluzione dei ruoli di genere. Tali temi, nell’articolo in esame, sono presentati come se fossero strumenti deliberati di una “élite” volta a plasmare in modo artificiale la società moderna.

Per valutare queste affermazioni dobbiamo ricordare due cose fondamentali:

  1. La storia della sessualità umana è molto più antica e complessa di qualsiasi narrativa monolitica. Prima della diffusione dell’interpretazione monoteistica globale (Cristianesimo, Islam), molte culture antiche non avevano tabù univoci su pratiche come l’omosessualità o l’aborto. Nell’antica Grecia, in Egitto e in molte società precristiane, pratiche e atteggiamenti nei confronti della sessualità e della riproduzione non seguivano le stesse regole morali uniformi che incontreremo poi nelle dottrine religiose medievali. Questo significa che la normalizzazione moderna di certi comportamenti non è stato un piano di cassaforte segreto, ma un’evoluzione culturale lunga millenni e non lineare.
  2. Il controllo demografico, la contraccezione o la diffusione della conoscenza sul proprio corpo non sono segni di un progetto elitario occulto, ma risposte sociali, mediche e razionali a esigenze reali: costi sanitari, diritti riproduttivi, autodeterminazione delle persone, studio medico. Il movimento per l’educazione sessuale nelle scuole, ad esempio, non è nato da un convegno segreto, ma da decenni di studi in demografia, sociologia e salute pubblica.

Perché tali narrazioni funzionano

Esiste un motivo profondo per cui certe storie, come quella dei cosiddetti “nastri segreti di Pittsburgh”, affondano radici nel sentire comune. Esse attingono a antiche paure: perdita di controllo, manipolazione delle masse, disgregazione dell’identità collettiva, marginalizzazione dei tradizionali codici familiari e culturali.

Ogni epoca costruisce le proprie mitologie del controllo e della libertà, e la storia umana ne è piena. Nel passato, senza un unico monoteismo globale, nessuna società esclusivamente “proibiva” l’omosessualità come oggi si pensa; in molte culture l’aborto, quando praticato, non era né un tabù né un crimine, ma un atto naturale, spesso legato alla necessità di sopravvivenza di gruppi ridotti di persone. Tuttavia questi fatti non sono prove di complotti segreti, bensì testimonianze di come la cultura umana si sia sempre adattata alle condizioni materiali e simboliche del tempo.

La critica epistemologica: fonti, verifiche, storicità

La storia insegna che pretendere e controllare le fonti è l’unica maniera per avvicinarsi alla verità. La saggezza dei tempi antichi, dei filosofi, dei giuristi e dei teorici delle scienze sociali, non deriva da un testo scritto da qualche entità misteriosa, ma dall’esercizio rigoroso del dubbio, dal confronto di testimonianze, dall’analisi critica dei documenti. La verità non è custodita in nastri segreti, ma nei sorgenti, nei documenti, nella dialettica tra ipotesi e verifica.

L’articolo che qui critichiamo non soddisfa questi criteri di metodo: prende un racconto narrativo popolare, lo eleva a verità globale e lo utilizza per interpretare ogni aspetto della modernità come risultato di un “piano” prestabilito. Questa è una forma di pensiero magico che pretende di spiegare la complessità storica con un unico grande schema. Ma la complessità non si riduce a una causa unica, e chi rifiuta la complessità finisce spesso per abbracciare l’illusione di una semplificazione consolatoria.

Conclusione filosofica

La modernità non è stata “creata a tavolino” da un gruppo di persone in un convegno segreto. Essa è piuttosto l’esito di sogni, conflitti, fallimenti, successi, rivoluzioni, compromessi, intuizioni individuali e collettive che si sono intrecciati nel corso di secoli. La visione di un mondo intrecciato come un filo unico, tirato da una mano invisibile, appartiene a una narrativa che cerca ordine dove invece regna l’incertezza, sicurezza dove invece c’è indagine, e padroneggiamento dove invece c’è dialogo.

La libertà non è scritta sui cancelli di una prigione segreta, bensì su ogni pagina dove uomini e donne hanno discusso, contestato e perfezionato le loro idee nel confronto con altre idee. È il lavoro di studio, verifica, dubbio, dialogo e confronto delle fonti che rende liberi, non la regolarità di un impiego, tre pasti al giorno o la fede in qualsiasi “teoria definitiva” dell’ordine mondiale.

La verità storica non si conquista con l’assenso a idee già confezionate, ma con la capacità di guardare la realtà nelle sue sfumature, accogliendo la complessità più di quanto ci piaccia semplificarla. In questa tensione tra domanda e risposta, tra dubbio e conoscenza, si gioca la vera libertà dell’intelletto umano.

 

Bibliografia commentata

Don Chisciotte, 20 marzo 1969: quando la modernità fu creata a tavolino. Le sconvolgenti rivelazioni del dottor Lawrence Dunegan.

https://comedonchisciotte.org/20-marzo-1969-quando-la-modernita-fu-creata-a-tavolino-le-sconvolgenti-rivelazioni-del-dottor-lawrence-dunegan/

Testo divulgativo che attribuisce l’origine della modernità a un presunto progetto deliberato di élite medico-politiche. La fonte è utilizzata come oggetto di analisi critica per studiare la costruzione narrativa del complottismo contemporaneo e il ricorso a testimonianze non verificabili.

Ardire, 20 marzo 1969: quando la modernità fu creata a tavolino.

www.ardire.org/2023/09/17/20-marzo-1969-quando-la-modernita-fu-creata-a-tavolino-le-sconvolgenti-rivelazioni-del-dottor-lawrence-dunegan/

Ripubblicazione dello stesso contenuto, utile per osservare i meccanismi di diffusione e legittimazione di una narrazione priva di nuove fonti primarie ma rafforzata dalla reiterazione.

Treccani, Complottismo.

https://www.treccani.it/enciclopedia/complottismo/

Voce enciclopedica di riferimento per definire il complottismo come fenomeno culturale e cognitivo. Fornisce un quadro teorico essenziale per distinguere tra critica storica e narrazione ideologica.

Treccani, Storiografia.

https://www.treccani.it/enciclopedia/storiografia/

Fonte metodologica fondamentale per comprendere i criteri di analisi storica, la centralità delle fonti e il ruolo della verifica documentale nel processo di costruzione della conoscenza.

Stanford Encyclopedia of Philosophy, Michel Foucault.

https://plato.stanford.edu/entries/foucault/

Riferimento filosofico chiave per l’analisi del rapporto tra potere, sapere e controllo dei corpi. Utilizzato per inquadrare criticamente le narrazioni che attribuiscono a un’unica élite il governo totale dei processi sociali.

Encyclopaedia Britannica, Human Sexuality.

https://www.britannica.com/topic/sexuality-human

Sintesi autorevole sulla pluralità delle forme di sessualità nella storia umana, utile a ridimensionare letture che interpretano i mutamenti moderni come deviazioni artificiali o progettate.

Encyclopaedia Britannica, History of Sexuality.

https://www.britannica.com/topic/history-of-sexuality

Approfondimento storico che mostra come norme e pratiche sessuali siano sempre state soggette a trasformazioni culturali, religiose e sociali, ben precedenti alla modernità contemporanea.

Encyclopaedia Britannica, Homosexuality.

https://www.britannica.com/topic/homosexuality

Fonte storica e culturale che documenta la presenza e l’accettazione variabile dell’omosessualità in diverse civiltà, prima dell’affermazione dei monoteismi globali.

Encyclopaedia Britannica, Abortion.

https://www.britannica.com/topic/abortion

Analisi storica dell’aborto come pratica presente in molte società antiche, spesso regolata da consuetudini sociali e necessità demografiche piuttosto che da ideologie centralizzate.

JSTOR, Social Control and Modern Society.

https://www.jstor.org/stable/10.2307/2853526

Studio accademico sul controllo sociale nella modernità, utile per distinguere tra processi strutturali di lungo periodo e interpretazioni complottiste riduttive.

Persee, Annales. Histoire, Sciences Sociales, 1980.

https://www.persee.fr/doc/ahess_0395-2649_1980_num_35_5_282685

Contributi della scuola delle Annales, impiegati per sottolineare l’importanza della lunga durata storica e delle mentalità collettive rispetto a spiegazioni fondate su eventi isolati.

United States Holocaust Memorial Museum, Holocaust and Forced Labor.

https://www.ushmm.org/collections/bibliography/holocaust-and-work

Fonte storica utilizzata per contestualizzare criticamente il riferimento simbolico al lavoro come strumento di dominio e mistificazione ideologica.

Encyclopaedia Britannica, Arbeit macht frei.

https://www.britannica.com/topic/Arbeit-macht-frei

Analisi storica dell’iscrizione presente nei campi di concentramento nazisti, richiamata come monito sul rapporto tra verità, lavoro e libertà nel discorso filosofico finale.


Igor Wolfango Schiaroli

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