In Italia Mike Stern è ormai di casa. Ospite ricorrente dei palchi più prestigiosi del circuito jazz nazionale, il 21 aprile scorso è stato ospitato dal Phenomenon di Fontaneto d’Agogna (NO), punto di riferimento per la musica dal vivo nel Nord Italia, per una delle tappe italiane del suo tour europeo 2026 intitolato Echoes and Other Songs, dal nome del suo ultimo lavoro discografico del 2024.
Un percorso lungo quarant’anni
Nato a Boston nel 1953, Mike Stern è una figura centrale della scena jazz internazionale. Formatosi al Berklee College of Music di Boston con Mick Goodrick e Pat Metheny, fu proprio quest’ultimo a segnalarlo per il primo grande ingaggio: i Blood, Sweat & Tears nel 1976. La consacrazione arrivò nel 1981, quando Miles Davis lo chiamò per la band del suo ritorno sulle scene, al fianco di Marcus Miller e Al Foster. Con Davis incise album come The Man with the Horn e il live We Want Miles. Negli anni successivi lavorò con Jaco Pastorius, David Sanborn, gli Steps Ahead e il quintetto di Michael Brecker. Una carriera che gli è valsa sei candidature ai Grammy Award e la reputazione di uno dei chitarristi elettrici jazz più influenti della sua generazione.
Una discografia costruita con i migliori
Dagli anni Novanta in poi, Stern ha continuato a costruire progetti solisti con cast di primo piano: These Times (2004) con, tra gli altri, Richard Bona, Victor Wooten, Dennis Chambers e Kenny Garrett, Big Neighborhood (2009) con Steve Vai, Richard Bona ed Eric Johnson.
Per il suo ultimo lavoro in studio, Echoes and Other Songs (2024), si è avvalso della collaborazione di Christian McBride al contrabbasso, Chris Potter al sax, Antonio Sanchez e Dennis Chambers alla batteria. Il disco porta anche il segno di Jim Beard, pianista e produttore di fiducia di Stern da oltre trent’anni, scomparso nel marzo 2024 poco dopo aver completato le sessioni.
La band sul palco
Al Phenomenon Stern ha suonato con quattro musicisti di lungo corso. Dennis Chambers, batterista di formazione funk e jazz e figura di riferimento assoluto nel suo strumento, è una presenza fissa nei suoi tour: noto per le collaborazioni con Santana e John McLaughlin, è incluso nella Modern Drummer Hall of Fame dal 2001. Al basso elettrico Gary Grainger, partner affidabile che con Chambers forma una sezione ritmica compatta e precisa. Bob Franceschini al sax tenore ha garantito il contrappunto melodico, con un fraseggio diretto e riconoscibile. Leni Stern — chitarrista e moglie di Mike — ha portato sul palco il n’goni, liuto tradizionale dell’Africa occidentale, contribuendo a dare al set una colorazione più personale e inaspettata.
Il concerto ha percorso il repertorio recente senza trascurare brani più datati. Stern, che nel 2016 aveva subito una grave lesione alle braccia rischiando di non suonare più, ha confermato una forma fisica e artistica tutt’altro che compromessa.





















