LE DAME E IL CAVALIERE SESSO E POTERE, UNA STORIA ITALIANA [Documentario Film]

10,00

Descrizione

Film documentario “Le Dame e il Cavaliere”, di Franco Fracassi, un film inchiesta su Silvio Berlusconi e su come il premier intendeva la politica, le istituzioni e sopratutto sul perché si è circondato di tanta avvenenza femminile.

Il film è un vero e proprio viaggio all’interno delle stanze del potere, un potere fatto e sostenuto da ricatti, minacce e naturalmente di sesso, tanto sesso, utilizzato, però, a fini politici. Non è gossip, ma un’inchiesta giornalistica, fatta da giornalisti per denunciare uno stato di cose non più accettabile da una società civile e democratica quale si professa quella italiana.

Per realizzare questo documentario Fracassi e il suo gruppo di giornalisti ha intervistato quante più persone possibili coinvolte direttamente negli scandali sessuali del premier, ma anche persone a queste vicine o giornalisti che hanno seguito queste vicende e poi una montagna di intercettazioni telefoniche, ambientali ed audiovisive.

Una corsa contro il tempo” l’ha definita il registra, una corsa contro il Parlamento e la possibile quanto imminente approvazione della cosiddetta legge bavaglio, che renderebbe illegale il film, che dalle intercettazioni nasce e dalle intercettazioni prende forma, forza e concretezza. “A questo punto sarà un problema. Lo venderemo – afferma Fracassi- ad un canale estero che lo trasmetterà in Italia. Fortunatamente la circolazione delle merci ancora non è vietata… L’ultima soluzione sarebbe quella di metterlo in vendita su internet attraverso un provider straniero. L’Italia è diventata come la Cina”.

Il film naturalmente parla delle feste a Villa Certosa e “del fotografo Antonello Zappaddu – continua Fracassi – che ha pubblicato le foto scattate a quelle feste e di come sia stato licenziato in tronco dal suo giornale e costretto a riparare in Colombia, mai difeso né dai giornalisti né dall’ordine”. O della trappola tesa ad un giornalista dell’Espresso, da parte del settimanale Chi, a cui qualcuno voleva rifilare una falsa intervista di una ex del Grande fratello che fingeva di accusare il presidente del consiglio, così per screditare il reporter ed il giornale.

Nel film vengo intervistati anche due ex fedelissimi di Berlusconi, Paolo Guzzanti e Marcello Vernola, che riferiscono cosa il premier ha detto loro riguardo il suo senso delle istituzioni. Questo aspetto fa capire il comportamento tenuto da Berlusconi durante tutte queste vicende.

Un film autoprodotto che nessuno ha voluto distribuire, neanche i giornali cosiddetti antiberlusconiani, come Repubblica o il Fatto Quotidiano, un film che fa paura perché coinvolge le sfere più alte del potere italiano, perché diviene la chiave di lettura non solo dello scandalo Vallettopoli ma della politica di questi ultimi quindici anni. Un documentario, va appena ricordato, che è stato visionato da quattro uffici legali che hanno garantito che è inattaccabile dal punto di vista legale, certo finché la legge non cambierà.

L’unico canale distributivo a cui i realizzatori sono riusciti ad accedere è internet. Con un blog e una pagina su facebook che ha già oltre 7800 iscritti, grazie alla quale propongono la vendita online del dvd e organizzano proiezioni in tutta Italia.

Roberto Brunelli, giornalista dell’Unità, chiosa il suo articolo su “Le Dame e il Cavaliere” scrivendo: “Un grande oscuro eppur coloratissimo affresco che comprende veline, escort, ministre, eurodeputate, balletti in giardino, casting, giornali e rotocalchi, agenzie fotografiche, una ragnatela geometrica e colossale fatta di festini, fiction e reality show: al centro sempre lui, il presidente del consiglio.

“C’è un mondo fatto di ragazze, imprenditori dello spettacolo, esponenti del mondo degli affari, che ruota intorno al sesso ed è legato al premier. Berlusconi – conclude il regista Franco Fracassi – sistema le sue ragazze in due modi: nel mondo dello spettacolo, per fare favori a politici che gli servono all’interno del parlamento; oppure nel mondo della politica. Non si tratta di un premio, ma di una strategia: Berlusconi ha bisogno di riempire i vari parlamenti – regionali, nazionale ed europeo – di persone devote a lui e ignoranti, quindi totalmente controllabili. Queste persone non parlano, non fanno interventi e agiscono in base a messaggi che gli indicano come votare. Il premier sta cercando di ottenere un parlamento formato da automi nelle sue mani, dove il diritto di parola e di voto siano appannaggio di capigruppo che facciano passare le leggi decise dal governo. Chi cerca di mettergli i bastoni tra le ruote, i media o singoli testimoni, è distrutto da veri e propri killer mediatici. Si tratta di un apparato di disinformazione degno del Kgb dell’Unione Sovietica.

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