Il 4 giugno si è conclusa con una prima assoluta l’undicesima edizione del Cremona Jazz Festival. La serata finale ha portato sul palco dell’Auditorium Arvedi un nuovo ensemble d’eccezione: il Trilok Gurtu Special Project, quartetto che fonde world music, jazz, lirismo classico e sperimentazione elettronica.
Chi è Trilok Gurtu
Nato a Bombay nel 1951, Trilok Gurtu è riconosciuto universalmente come il maestro della fusione tra Oriente e Occidente. Il suo modo di suonare le percussioni è inconfondibile: a fianco della sua batteria “rivista”, un tavolo imbandito di strumenti non convenzionali — campanelle, secchi d’acqua, oggetti quotidiani — che utilizza da diverse posizioni, seduto o inginocchiato a terra, mescolando le tradizionali tabla indiane con piatti, rullanti, cajon e tutto ciò che produce suono.
Nel corso della sua lunga carriera ha collaborato con i grandi della musica mondiale: John McLaughlin, Pat Metheny, Don Cherry, Joe Zawinul (Weather Report) e anche con musicisti italiani tra i quali Pino Daniele, Ivano Fossati e Stefano Bollani.
È proprio da questo incontro continuo tra tradizione indiana e linguaggi occidentali che nasce la sua cifra stilistica: una fusione autentica, nata sul campo.
Il nuovo progetto
Tenuto a battesimo proprio a Cremona, il Trilok Gurtu Special Project è un quartetto nato per abbattere le barriere di genere musicale. Il repertorio attraversa ritmi ancestrali africani e indiani, groove moderno, improvvisazione estemporanea, venature etno-rock: un cortocircuito sonoro dove nessun confine è davvero fisso.
“La musica è una sola. Possiamo dividerla in categorie come l’indiana o il jazz, ma in realtà è una. Se il vocabolario di un artista è ampio, le categorie divisive spariscono e si riesce semplicemente a suonare.” – Trilok Gurtu, presentando il progetto.
I musicisti che costituiscono questo nuovo quartetto sono di altissimo livello internazionale :
- Trilok Gurtu – Percussioni – Tabla indiane, batteria non convenzionale e oggetti quotidiani trasformati in strumenti.
- Rita Marcotulli – Pianoforte e tastiere – Una delle pianiste jazz italiane più apprezzate a livello internazionale, esperta in improvvisazione. Porta una spiccata sensibilità armonica europea, fondendo pianoforte ed elettronica con ritmi di respiro globale.
- Carlo Cantini – Violino e live electronics – Formazione classica, anima fusion. Oltre che con Gurtu, ha collaborato con Stevie Wonder e Astor Piazzolla. Il suo violino dialoga con le percussioni in un territorio sospeso tra classico ed etnico.
- Giorgio Panico – Basso – Proveniente dalla world music e dalla fusion, è l’ancora ritmica del gruppo: sostiene e innerva le complesse architetture sonore di Gurtu.
Il concerto all’Auditorium Arvedi è stata un’esperienza immersiva: improvvisazioni dal vivo, ritmi ipnotici, melodie senza confini. Un debutto assoluto che ha chiuso in bellezza l’undicesima edizione di Cremona Jazz.





















