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La manipolazione esercitata nelle sette

Francesca Moretti

DiFrancesca Moretti

Dic 13, 2022

Il vocabolario Treccani riporta la seguente definizione di manipolazione: “rielaborazione tendenziosa della verità mediante presentazione alterata o parziale dei dati e delle notizie, al fine di manovrare secondo i propri fini e interessi gli orientamenti politici, morali, ecc. della popolazione o di una parte di essa”. Sicuramente il termine manipolazione ha una connotazione negativa e sovente richiama un altro concetto quello di Persuasione, designata dagli antichi greci come l’arte oratoria, in grado di influenzare e mutare idee e comportamenti altrui, e oggi largamente usata dai mezzi di comunicazione di massa .Il manipolatore gioca sull’inganno, illude l’altro, gli fa sperare in un beneficio derivante dal fare quello che gli viene richiesto, in realtà l’unico a trarre un guadagno è solo e unicamente lo stesso manipolatore.

La manipolazione viene messa in atto, ad esempio, dai leader delle sette, e sempre rifacendomi alla definizione data da Treccani, la setta è un’“associazione di persone che seguono e difendono una particolare dottrina filosofica, religiosa o politica”. Nell’immaginario collettivo il termine setta ha assunto un tratto distintivo riprovevole, difatti, la nomea di alcuni gruppi settari li precede, è risaputo quanto i loro capi praticano la manipolazione e il controllo della mente per mantenere gli adepti uniti tra loro e fedeli all’ideologia professata.

Le sette sono costituite da una guida o leader, che generalmente è anche il fondatore, e un certo numero di seguaci. Il leader è un soggetto carismatico che obbliga i seguaci all’ubbidienza, e lo fa attraverso metodi e tecniche propri del lavaggio mentale. Egli avvia un’azione di arruolamento dei membri, inizia con loro un cammino di indottrinamento alle filosofie praticate, pone in essere una serie di azioni affinché gli iniziati si inseriscano bene nel gruppo, infine li allontana dalla società. La guida, inoltre, provvede in modo continuato e sfibrante a ripetere i rituali e gli insegnamenti allo scopo di avere il pieno controllo e mantenere lo stato di dipendenza degli stessi adepti.

La Famiglia di Charles Milles Manson è una di quelle collettività che è passata alla storia come setta criminale.

Siamo negli anni ’60 quando Charles Manson, un hippie dagli occhi scuri e furbi, barba folta, capelli scompigliati sul volto e personalità prorompente, si stabilisce a Spahn Ranch, Los Angeles, con quella che lui chiama The Family.

Nella California degli anni a cavallo tra il 1960 e 1970 non era difficile adescare giovani desiderosi di sperimentare alcool, droghe e praticare il sesso libero, insomma andare contro il sistema di regole significava la nuova regola. La Famiglia era una collettività mista anche se il gentil sesso costituiva la maggioranza, tutti, comunque, ammaliati dalla figura seducente di Manson, il quale con i suoi trascorsi da carcerato aveva imparato ben presto l’arte della manipolazione come strumento di sopravvivenza. Egli, dunque, fa credere a questi giovani sprovveduti che ognuno è libero di fare quello che vuole, ma la verità è un’altra, nella sua comunità è lui a dettare legge, è sempre lui che stabilisce quello che si può fare o non si può fare. Per manipolare in toto le menti dei suoi seguaci Manson arriva persino a somministrargli sostanze allucinogene, un modo abbietto per tenerli in uno stato perenne di estasi, privandoli della consapevolezza delle proprie azioni.

1969, nella casa di Roman Polanski furono uccisi, da sinistra, Voytek Frykowski, Sharon Tate, Stephen Parent, Jay Sebring e Abigail Folger.

Charles Manson è balzato agli onori della cronaca come uno dei più subdoli criminali seriali, è stato ritenuto il mandante della carneficina di Cielo Drive, dove persero la vita Sharon Tate, moglie del regista Roman Polansky e alcuni amici, e anche della morte di Leno Labianca, dirigente aziendale e consorte. Abile manipolatore, Manson non si è mai sporcato direttamente le mani, i delitti li ordinava ai suoi seguaci che completamente obbedienti al loro guru, li eseguivano in piena regola, e sebbene non sia stato fisicamente presente sulle scene del crimine, Manson è stato ugualmente incastrato, gli agenti investigativi sono riusciti a dimostrare la sua colpevolezza.

Guardami dall’alto e vedrai in me un pazzo. Guardami dal basso e vedrai in me un dio. Guardami dritto negli occhi e vedrai te stesso.” Da questa frase si evince la sua personalità disfunzionale, quanti Manson vagano ancora indisturbati per il mondo?

Sitografia:

https://www.treccani.it/vocabolario/manipolazione/

https://www.treccani.it/enciclopedia/setta/

https://it.wikipedia.org/wiki/Charles_Manson


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Francesca Moretti è una Web Reporter Certificata dal WREP Registro EU Web Reporter
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