Alicia Berenson, la paziente silenziosa di Alex Michaelides

Chiave di lettura di questo appassionante thriller psicologico è l’opera “Alcesti” scritta da Euripide. Il componimento di genere tragico, seppur a lieto fine, si apre con la scena di Apollo che sta per lasciare la casa di re Admeto, dove ha trascorso un anno da servo come castigo inflitto da Zeus. Apollo per riconoscenza si impegna a salvare Admeto dalla morte a cui è destinato per aver compiuto un’azione empia, scendendo a patti con le Moire Apollo ottiene la possibilità che qualcun altro muoia al posto del re, però nessuno dei famigliari accetta di sacrificarsi, se non la moglie, Alcesti.

Dopo la morte della donna giunge a casa di Admeto, Eracle, il quale per dimostrare gratitudine al re per la sua ospitalità, decide di scendere nell’Ade e sottrarre Alcesti a Thanatos, dio della morte, e restituirla al marito. Tornata dagli inferi, la donna non proferirà parola se non dopo alcuni giorni: “Ma perché questa donna resta muta?” Euripide
L’Alcesti offre ad Alex Michaelides lo spunto per tessere una trama ricca di suspense, con abile maestria incastra i diversi tasselli di un puzzle quanto mai intrigato, lasciando più di una volta il lettore spiazzato. Vendetta, sentimenti forti e contrastanti sono i contorni di un delitto avvenuto in circostanze piuttosto singolari.
Alicia Berenson, la protagonista, è Alcesti, la paziente silenziosa detenuta nel Royal Free Hospital dopo essere stata incriminata per l’omicidio del marito Gabriel. Una vita di coppia apparentemente normale, lei artista di grande successo, lui noto fotografo di moda, eppure, una sera, di ritorno a casa, Gabriel viene freddato da cinque colpi di pistola in pieno volto per mano di colei che lo amava, sua moglie. Da quel momento in poi, Alicia si chiuderà in un misterioso silenzio, non fornirà alcuna spiegazione del suo terribile gesto: “…Alla base di tutta l’arte c’è un mistero. Il silenzio di Alicia è il suo segreto: il suo mistero, nel senso più religioso del termine”. Ė questo il motivo per cui Alicia ha anche chiamato Alcesti il suo ultimo dipinto, un quadro sul silenzio che “si rifiuta di essere interpretato”.
A interessarsi alla paziente silenziosa sarà Theo Faber, esperto in psicologia criminale, il quale porterà la donna a una lenta apertura comunicativa. “Lo scopo della terapia non è correggere il passato, bensì consentire al paziente di affrontare la sua storia e di piangerci sopra”, Alice Miller
Alicia, carnefice e al contempo vittima di una manipolazione mentale, decide di morire al posto del marito ma il destino, per mano di uno sconosciuto, decide diversamente. Quale verità cela il mutismo di Alicia?
Un thriller ben strutturato, ambientazione ideale, personaggi dall’elevato spessore psicologico, attenzione ai rapporti interpersonali. Una scrittura scorrevole, chiara; stile impeccabile. Michaelides sa come far subire al lettore un forte coinvolgimento emotivo in un clima di crescente tensione.


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Francesca Moretti

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