Annie Ernaux, Nobel per la letteratura

Scrittrice pungente, attenta ai temi sociali e ai problemi che affliggono le donne, Annie Ernaux ha ricevuto il Nobel della Letteratura 2022. L’Accademia svedese ha assegnato questo prestigioso premio alla scrittrice, 82enne, con la seguente motivazione: “per il coraggio e l’acutezza clinica con cui ha svelato le radici, gli straniamenti e i vincoli collettivi della memoria personale”.

Mi piace rendere omaggio a questa letterata dalla penna fine e audace recensendo il romanzo che più mi ha appassionata per le tematiche che con coraggio ha affrontato, L’Evento.

Nella sua opera l’Evento, tradotta da Lorenzo Flabbi per la casa editrice L’Orma, Annie Ernaux racconta la sua personale esperienza di donna incinta che vuole interrompere la gravidanza in un periodo storico dove la parola “aborto” è bandita dal vocabolario, addirittura la scrittrice sottolinea, in modo forte e deciso, che il termine non ha un suo “posto nel linguaggio”. L’autrice dà alla sua storia una dimensione collettiva, in cui molte donne ancora oggi vedono negato, per legge o per un fattore culturale, il diritto di disporre del proprio corpo.

Il racconto è ambientato a Rouen, in Francia, nel 1963, una studentessa universitaria di 23 anni scopre di essere incinta e vuole interrompere la gravidanza. In Francia, l’aborto è illegale, anzi la parola stessa non ha un suo “posto nel linguaggio”, la giovane Annie Ernaux è costretta a seguire vie clandestine. In un bar la studentessa attende di essere operata da una fabbricante di angeli, nella più totale solitudine, viene sottolineato il completo disinteressamento dello studente che ha contribuito a metterla incinta, la decisione di diventare madre o abortire è un’incombenza che ricade solo ed esclusivamente sulla giovane. Annie sceglie l’aborto, un reato da commettere segretamente, in tutta fretta, prima che diventi troppo tardi. Dovrà muoversi discretamente se vorrà evitare la gogna sociale. Riuscirà la scrittrice ad abortire senza rischiare di morire e ritornare alla vita di sempre?

Il romanzo di Annie Ernaux non è solo la descrizione nuda e cruda della tragica esperienza personale ma anche una riflessione sulle presunte libertà conquistate dalle donne, tra queste, la legge 194 che prevede il diritto di aborto, diritto che in molti casi non trova applicazione per i numerosi medici obiettori. La scrittrice, infatti, scrive “Che la clandestinità di chi ha vissuto quest’esperienza dell’aborto appartenga al passato non mi sembra un motivo valido per lasciarla sepolta, tanto più che il paradosso di una legge giusta è quello di obbligare a tacere le vittime di un tempo con la scusa che le cose sono cambiate”.

E chiudo il mio articolo con le parole conclusive dell’Evento, che a mio avviso racchiudono il significato della narrazione e della scrittura per Annie Ernaux:

“Ho cancellato l’unico senso di colpa che abbia mai provato a proposito di questo evento, che mi sia successo e non ne abbia fatto nulla. Come un dono ricevuto e sprecato. Perché al di là di tutte le ragioni sociali e psicologiche che posso trovare per quanto ho vissuto, ce n’è una di cui sono sicura più di tutte le altre: le cose mi sono accadute perché potessi rendermene conto. Forse il vero scopo della mia vita è soltanto questo: che il mio corpo, le mie sensazioni e i miei pensieri diventino scrittura, qualcosa di intelligibile e di generale, la mia esistenza completamente dissolta nella testa e nella vita degli altri”.

Titolo: L’Evento

Autore: Annie Ernaux
Editore: L’orma
Collana: Kreuzville Aleph
Traduttore: Flabbi Lorenzo
Data di Pubblicazione: novembre 2019
EAN: 9788899793920
ISBN: 8899793921
Pagine: 120

 


Francesca Moretti

Francesca Moretti

Francesca Moretti è una Web Reporter Certificata dal WREP Registro EU Web Reporter

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.