Teorie sociologiche e concetto di devianza

In ambito sociologico vi sono diversi studi e ricerche sul fenomeno della devianza, a trattare questo tema sono stati grandi sociologi come, ad esempio, Emile Durkheim, Talcott Parsons, Hirschi, Becker, e tanti altri ancora, i quali hanno formulato, ciascuno a suo modo, delle teorie ben precise.

Prima di addentrarmi nelle speculazioni sociologiche, è doveroso chiarire cosa si intende per “devianza”.

In Treccani si legge: “Azione o comportamento, di un individuo o di un gruppo, che la maggioranza dei membri della collettività all’interno della quale si sviluppa giudica come violazione delle norme condivise. Più in particolare, un comportamento può essere definito deviante laddove, violi determinate aspettative connesse a uno specifico riferimento normativo, venendo quindi identificato come deviante da una collettività specifica, attraverso una valutazione che consideri la situazione circoscritta in cui si è sviluppato e i ruoli sociali degli agenti, tenendo parallelamente conto della sua intensità e della sua direzione”.

In parole più semplici, con il concetto di devianza si fa riferimento alle norme sociali infrante dagli attori sociali.

Il fenomeno della devianza è correlato alla nozione di “ruolo sociale”, nel vivere in società, ogni individuo indossa giorno per giorno una maschera, è una sorta di attore che recita una parte. Goffman afferma, infatti, che i ruoli sociali governano le interazioni quotidiane delle persone. Ognuno di noi, quotidianamente, svolge diversi ruoli, facendo attenzione alle aspettative che gli altri hanno e a non tradirle. In altre parole, se un docente entra in aula e invece di iniziare a spiegare la lezione relativa alla sua materia, si mette a leggere il giornale, in quell’istante sta infrangendo le norme sociali alle quali sono connesse le aspettative altrui, o secondo quello che è il pensiero sociologico il sentire comune.

Emile Durkheim

Emile Durkheim, riguardo al concetto di devianza, ha formulato la teoria dell’anomia, per questo sociologo la devianza deriva dall’insufficienza di norme. In momenti di crisi, i soggetti perdono il senso di quanto il sistema sociale si attende da loro.

La teoria dello scostamento dagli standard normativi, elaborata dal sociologo statunitense Talcott Parsons, spiega la devianza come una sorta di socializzazione difettosa o di aspettative di ruolo.

La teoria del legame sociale ipotizzata da Hirschi fa originare la devianza dalla debolezza dei legami esistenti fra il singolo individuo e la società.

Becker ha elaborato la teoria dell’etichettamento, vale a dire che la devianza è determinata dalla capacità dei gruppi più forti di apporre l’etichetta di deviante agli appartenenti dei gruppi più deboli.

Sitografia:

https://www.treccani.it/enciclopedia/devianza


Francesca Moretti

Francesca Moretti

Francesca Moretti è una Web Reporter Certificata dal WREP Registro EU Web Reporter

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