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Emanuela Orlandi, nuove indagini

Francesca Moretti

DiFrancesca Moretti

Gen 12, 2023

Un giallo dai contorni controversi, un caso complesso, intriso di misteri e colpi di scena. Uno dei cold case italiani che ha fatto e continua a fare storia con un incessante clamore anche a livello internazionale. Questa volta a riavviare le indagini sulla scomparsa di Emanuela Orlandi è addirittura il Vaticano. “Perché proprio adesso?” Ricordiamo che dal giorno in cui si sono perse le tracce della giovane sono trascorsi quasi quarant’anni. Alessandro Diddi, promotore della Santa Sede, decide di riaprire il caso, ripartono le indagini su Emanuela, la quindicenne scomparsa il 22 giugno 1983 mentre rientrava a casa dopo una lezione di musica.

Un giallo che appare come un puzzle di cui si smarriscono sempre i tasselli principali e rimane incompleto. Si è scritto e si è detto di tutto: intrighi internazionali, presunti legami tra mafia e Vaticano, riferimenti alla Banda della Magliana, persino l’attentato di Ali Ağca ordito nei confronti di Papa Wojtyla nel maggio 1981. La verità è che aleggia ancora il mistero più fitto sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, un caso che al contempo inquieta e affascina. Intorno a questo tragico evento si è creata una spessa cortina di ferro, dura da scardinare perché vi è stato molto tempo per costruirla, allo scopo di tutelare più persone con i loro ingenti interessi.

Emanuela Orlandi è un’adolescente alla quale qualcuno ha pensato bene di cambiare per sempre il suo destino, strappandole i mille sogni da realizzare. Una ragazzina di quindici anni che aveva tutta la vita davanti e per motivi ancora non ben definiti si è deciso di farla volatilizzare, infondo di questo si tratta, Emanuela Orlandi si è volatilizzata mentre tornava a casa dopo la lezione di flauto in Piazza Sant’Apollinare nel giugno 1983.

La sua scomparsa diventa un caso su cui indagare e sale agli onori della cronaca non solo nazionale ma anche mondiale il 3 luglio 1983 durante il proclama dell’Angelus da parte di Papa Wojtyla:
“Desidero esprimere la viva partecipazione con cui sono vicino alla famiglia Orlandi, la quale è nell’afflizione per la figlia Emanuela di quindici anni, che da mercoledì 22 giugno non ha fatto ritorno a casa. Condivido le ansie e l’angosciosa trepidazione dei genitori, non perdendo la speranza nel senso di umanità di chi abbia responsabilità in questo caso”.

Ritorna all’unisono la domanda: “Perché proprio adesso far ripartire le indagini?”, verosimilmente per mettere un punto fermo alla storia, scrivere il capitolo conclusivo di una tragedia che ha sconvolto l’intera Italia e prima ancora la famiglia che per anni a gran voce ha chiesto verità e giustizia per Emanuela.


Francesca Moretti

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Francesca Moretti è una Web Reporter Certificata dal WREP Registro EU Web Reporter
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